5 giugno 2017

Il Codacons anche quest’anno chiede che il divieto di fumo, già in vigore su alcune spiagge italiane come Bibione, venga esteso a tutte le spiagge italiane.

L’inquinamento generato dalle sigarette sotto gli ombrelloni può infatti superare quello che si registra in una zona ad elevato traffico di auto. Che senso ha allora andare al mare, se si deve respirare la stessa aria inquinata delle città?

Questa proposta trova però l’opposizione di alcune associazioni di albergatori e commercianti, preoccupati evidentemente di un calo del numero dei clienti, già diminuiti con la crisi economica.

Sembra di essere ancora nel 2005, quando entrò in vigore il divieto di fumo nei locali pubblici, ristoranti e discoteche, e anche allora gli esercenti si opposero. Ma la storia ha dato loro torto: i clienti aumentarono, perché i fumatori continuarono ad andare a mangiare fuori e a ballare, e ad essi si aggiunse tutta una massa di persone che prima non frequentavano i locali per non venire intossicati dal fumo. E tra l’altro anche molti fumatori apprezzarono il divieto. E oggi, dopo 12 anni, sembrerebbe assurdo trovare in un ristorante persone che fumano, per non parlare in un cinema (dove era possibile fumare sino alla legge del 1975!). Speriamo dunque che tra qualche anno questa sensazione di “assurdità” la proveremo anche andando sulle nostre belle spiagge.

E non dimentichiamo che, al di là dell’argomentazione se il fumo aumenti o diminuisca la clientela… certamente uccide circa 50.000 persone all’anno (dati del Ministero della Salute).