La Cassazione, con sentenza n. 15349 del 2017, definisce i diritti alla qualità della vita e alla felicità come diritti… del tutto immaginari!

Questo nel respingere la domanda di un consumatore contro la società telefonica che gli aveva sospeso illegittimamente la linea adsl. La Cassazione argomenta che, accertata la sospensione del collegamento internet comunque come illegittima,  il consumatore “disponeva pur sempre di linea telefonica con cui poteva svolgere molte delle attività che precedentemente svolgeva attraverso il collegamento informatico”.

Dunque questo ingenuo consumatore avrebbe benissimo potuto telefonare a qualche amico per farsi descrivere in diretta un video di youtube, o per farsi cantare la hit del momento, o per farsi acquistare un viaggio online a nome suo, o chissà per quante altre cose… tutte attività che ovviamente secondo la Cassazione si possono svolgere al telefono anche in assenza di collegamento internet.

E la Cassazione indica poi le tre condizioni che permettono il risarcimento dei danni non patrimoniali: 1) l’interesse leso deve avere una rilevanza costituzionale, in quanto se così non fosse si arriverebbe a chiedere il ristoro per ogni tipo di danno subito; 2) la lesione dell’interesse deve essere grave, nel senso che l’offesa deve superare una soglia minima di tollerabilità; 3) il danno non deve essere futile, vale a dire che non deve consistere in meri disagi o fastidi, ovvero nella lesione di diritti del tutto immaginari, come quello alla qualità della vita o alla felicità.

Dunque sottolineiamo, in modo che sia da oggi definitivamente chiaro per tutti: il diritto alla qualità della vita e alla felicità sono diritti del tutto immaginari.

Ma questo ci sembra però vero solo in parte. Questa sentenza della Cassazione farà molto felici tutte le compagnie telefoniche!

Per fortuna dunque, alla fine, il diritto alla felicità resterà non solo immaginario, almeno per qualcuno…